Cambio di destinazione d’uso

Sulla SS9, comunemente chiamata via Emilia di giorno e di notte, la storia si ripete sempre uguale. Di giorno, un continuo ed incessante via vai di ogni sorta di mezzo. Un frenetico e costante passaggio di migliaia e migliaia di persone intente a rincorrere chissà quali obiettivi e chissà quali ambizioni. Persone che rincorrono freneticamente la missione della propria vita,  quella pubblica, quella che si può raccontare, quella della quale non c’è nulla di cui vergognarsi. Poi, lentamente, arriva il tramonto e allora tutto cambia e si trasforma. Qua e la si accendono le prime luci e con esse compaiono loro. Sono rumene, albanesi, brasiliane,  nigeriane, bulgare, ucraine, cinesi ma anche italiane. E’ un vero e proprio “cambio di destinazione d’uso” e ogni luogo assume una nuova connotazione ed una nuova identità. Gli stessi posti che fino a poche ore prima erano simbolo di vigore e civiltà diventano d’un tratto luoghi immorali , luoghi di perdizione, luoghi che non si possono più raccontare o in alcuni casi più semplicemente luoghi di rifugio, lontano poche ore dalla quotidianità, eppure così distanti.
LaRepubblica.it del 10/11/2015
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1 commento su “Cambio di destinazione d’uso

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